E' così. io le persone non riesco a capirle al primo sguardo. c'è chi è capace d farlo, ma io no. ho passato la sera a leggere il blog (grazie a Chi me l'ha segnalato) d una xsona che capisco solo ora d non aver mai capito fino in fondo. forse mi fermo solo alle apparenze, forse nn riesco a sfondare il guscio che copre ognuno d noi, o forse non voglio o non posso farlo. tra racconti d scopate, con o senza amore, tra citazioni d de sade, inni gay, icone trash, h&m, sputi su dolce e insulti a gabbana, ho trovato quella cosa che prima avevo e ora tanto mi manca. la capacità di partire con un pensiero, aprire completamente il mio cervello, non guardare a quello che scrivo se non dopo che ormai ho finito, pubblicato, inviato, detto. xè solo così si conoscono le persone. e si lascia uscire una parte di noi che sennò resterebbe per sempre affondata nell'animo e nelle nostre mille miserie quotidiane. e sono qui, a mille e piu' km da casa, a scrivere di notte su cose che puntualmente ritornano nella mia testa. e si ritorna all'inizio del discorso e al passato. perchè dal passato non si può fuggire mai. xè t puoi allontanare col corpo, con la mente, con il cuore, ma quello è stronzo e in un modo o nell'altro ritorna sempre da te. e t fa capire che no, nn hai mai capito le xsone, e che forse le persone nn hanno mai capito te o forse t hanno capito fin troppo bene, e che qst tuo limite si ripercuote su te stesso.
quel blog ancora è nella mia testa. e per un po' non se ne andrà. mi ha fatto ripercorrere a ritroso gli ultimi 2 anni di una xsona, e mentre con gli occhi scorrevo le parole, la testa faceva lo stesso percorso all'inverso e scavava nel mio passato. e quanti riferimenti, quante cose simili e diverse nel diverso. ma pur sempre umane, per noi che ci sentiamo sempre superuomini invincibili, pronti ad affrontare nuove sfide e nuove paure con la certezza di riuscire, ma forse neanche noi c crediamo fino in fondo, e allora capiamo e ci capiamo solo quando queste sfide ci danno uno schiaffo in piena faccia.
voglio tornare a capire, voglio tornare a pensare, voglio tornare a amare ma non da poeta. voglio la carne il sangue e le ossa perchè è lì che si attacca l'anima. nel posto che noi disprezziamo e che guardiamo con ribrezzo.
e giu' pensieri come rasoi che lacerano e fanno cadere a terra parti di te, che forse è meglio così. forse e meglio se si stacchino ora e restino a terra e tu ci cammini sopra e ti sporchi i piedi. ma è lì che devono restare. sotto il tuo pide, tra la polvere e la miseria, e non in alto, dove possono proiettarsi in volo verso il cielo, e roteare sopra di te come avvoltoi pronti a cadere sulla tua testa nel momento in cui ti lasci andare e tutto è perduto...
gli occhi sono stanchi, gonfi fìdi lacrime che mai sono scese e mai scenderanno, xè anche questo è un altro mio limie. ma mi voglio così, xè un po' mi aiuta a capire forse come sono. un uomo che non sa piangere.
nel momento in cui pubblico qst post nn so cosa ho scritto, nn l'ho riletto e non lo voglio fare. e con tt la cattiveria che posso nn mi interessa sapere cs ne pensate. qst post è sl x me. qst sera ci siamo solo io e il mondo la fuori. ma lui deve stare per una volta zitto e lasciare che il mio grido rimbombi
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2 commenti:
vecchio.... perchè non vedo quello che hai scritto....
se non fossi tuo socio non che amico ti direi basta con la droga,ma siccome lo sono e tra l altro sono anche sul messenger con il ciobo ti dico che questo non è il vero silos, si sa è difficile, lo è per tutti, il mio diario è pieno di pagine come quelle e non sono 1000 km da casa.. è difficile purtroppo lo è, lo è anche se ridi, anche se non lo dai a vedere.. e pian piano muori dentro in un momento
te la dedico
consciamente lucido
affogo nella mia solitudine
anche oggi come ieri
il dolce tuo sapor non sento più
come soma solo pesi sembro portare nell'inconscio e la pace mi par danzar con serenità all'orizzonte
..ben lungi da questo stanco cuor..
sinergici mali affliggono la sua mente che debole, nulla può che perdersi nei labirinti della vita
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